“… chi vuole guardare bene la terra deve tenersi alla distanza necessaria”

Il Barone Rampante, Italo Calvino

Analisi Rêverie Partecipazione Affettiva

la società si occupa prevalentemente di:

Coordinamento e sviluppo a servizi educativi, sociosanitari e sanitari

Ricerca e formazione

Supervisione

Cura delle istituzioni e dei gruppi di lavoro

coordinamento e sviluppo
ricerca e formazione
supervisione
coordinamento e sviluppo
il lavoro di coordinamento consente, tramite attento lavoro di rete, di avviare o riavviare un lavoro di co-progettazione tra l’equipe curante, la direzione, le istituzioni del territorio, finalizzato al superamento delle difficoltà organizzative interne ed esterne al servizio ed al ricollocamento di quest’ultimo dentro un piano di sviluppo e di crescita imprenditoriale e professionale che sappia far sintesi dialettica tra i talenti dei propri operatori e le articolazioni della programmazione locale, regionale e nazionale.
ricerca e formazione
la formazione proposta in questi anni ha coinvolto professionisti di varie discipline (psicoterapeuti, pedagogisti, educatori, assistenti sociali, medici) concentrandosi significativamente nell’alveo della clinica e della teoria della clinica.
supervisione
La supervisione clinica è un processo di conoscenza, comprensione e valutazione degli elementi emotivi, cognitivi e relazionali implicati nel lavoro dell’operatore che cura o dell’èquipe curante e, per questo, rappresenta un momento altamente formativo e qualitativamente professionalizzante.
Le dinamiche che caratterizzano il rapporto con il cliente/utente/paziente, se adeguatamente elaborate, consentono di agevolare la relazione di cura, in quanto sono in grado di influenzare sia la fase conoscitiva che quella diagnostica e terapeutica del percorso di crescita.
In generale, si può dire che la supervisione delle equipe lavorative innesca, oltre alla condivisione di obiettivi lavorativi e sociali, un meccanismo di riflessione e progettualità che si mantiene e perpetua nella ricerca di unità, qualità ed identità continua, anche quando la supervisione stessa è terminata. Il lavoro di gruppo, inteso come unità e non solo come il confluire dell’apporto dei singoli, si articola in alcuni momenti chiave che scandiscono il lavoro e il nuovo modo di pensare il gruppo stesso (Makover 1996): scopo, mete, strategie e tecniche riflettono in modo operativo l’affinamento dell’identità e dell’esperienza emotivo-affettiva e cognitiva dell’equipe.

Uno strumento estremamente utile in questo senso è la narrazione dell’esperienza, attraverso cui il gruppo conferisce senso al contesto della relazione (Vezzani 1999). Si tratta del costrutto narrativo co-generato dai dialoganti, sempre in evoluzione poiché rispecchia il cambiamento e la crescita dei singoli e del gruppo. Esso assume un ruolo di ripristino del senso di controllo e di significato degli eventi, rendendo il gruppo più coeso e preparato ad affrontare situazioni stressanti. L’approccio di tipo narrativo sottolinea le modalità con cui i pensieri, le fantasie e le articolazioni verbali delle emozioni vengono esplicitate, ovvero una narrazione, un racconto costituito da un intreccio di storie in cui il modo di raccontare le azioni, le scene, i personaggi costituisce un mondo articolato di significati.