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Vi segnaliamo questo interessante appuntamento da segnare in agendaLocandina 2nd giornata della Trilogia sul Trauma Psichico. Percorso sul Trauma proposto dalla SIPeP-SF. ... See MoreSee Less

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Regredire alle relazioni maligne
di Hayuta Gurevitch

"La sua espressione è raggelante. Ora capisco di aver detto qualcosa di totalmente sbagliato. Sento un brivido di paura scorrere lungo il mio corpo. Lei inizia a gridare, per colpirmi con le sue parole. Io le dico di fermarsi, ma senza risultato: devo essere annientata, per il fatto di non essere stata precisa, per non aver soddisfatto la sua aspettativa che dicessi esattamente ciò che lei desiderava sentire. La sua rabbia è imbevuta della ferma convinzione che solo una nostra perfetta adesione potrebbe metterla al riparo dalle sue angosce. Le sue parole si fanno più dure, le sue labbra sputano collera e un freddo furore, mentre una venatura di crudeltà incrina la sua voce. Un masso pesante comprime il mio torace, non riesco più a pensare. La fisso incredula, colpita dalle sue parole e sopraffatta da tanto frastuono. E infine lei si alza in piedi ostentando un atteggiamento di regale indignazione, e se ne va, mettendo in scena l'ennesima “grande sortie”, come l’abbiamo già chiamata altre volte. E la porta sbatte così forte che il suo rumore, per quanto aspettato, mi provoca un terribile sobbalzo nel corpo e nella mente …
La vignetta è un'illustrazione delle idee che vorrei esplorare in questo scritto, per descrivere la regressione maligna come un enactment reciproco fra stati dissociati del Sé, la cui origine risale a precoci fallimenti ambientali traumatici. Io considero maligno un ambiente primario che sia pregno di un’assenza eccessiva di adattamento sufficientemente buono ai bisogni emotivi del bambino, eccessiva al punto di scatenare un'angoscia di annientamento. Io collego questo concetto all'identificazione con l'aggressore, dal momento che un tale grado di assenza durante la prima età è un atto di violenza, che costringe la psiche del bambino ad adattarsi all'ambiente per poter evitare un crollo; e ciò a prezzo di frammentazione e dissociazione".

il paper lo trovi in: arpaedizioni.it/prodotto/the-wise-baby-il-poppante-saggio-rivista-del-rinascimento-ferencziano-20...
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“Ferenczi richiama la nostra attenzione sul modo in cui gli adulti banalizzano la sofferenza infantile, che può essere invece vissuta dai bambini con grande intensità. In tal modo, Ferenczi ci presenta un altro aspetto della nozione di disconoscimento, fondato questa volta sull’insensibilità degli adulti per la vulnerabilità dei bambini alle situazioni violente. C’è una cecità, da parte degli adulti, rispetto alla condizione di vulnerabilità nella quale si trova un bambino.”

Jô Gondar. “Ferenczi come pensatore del trauma sociale”

il paper lo trovi qui: SOPRAVVISSUTI, VITTIME E TESTIMONI. LE EVOLUZIONI DELLA TECNICA DI FRONTE AL TRAUMA nel numero 2 di Wise Baby
arpaedizioni.it/prodotto/the-wise-baby-il-poppante-saggio-rivista-del-rinascimento-ferencziano-20...
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